Avere i brividi con il riscaldamento al massimo è una delle sensazioni più frustranti dell’inverno. La caldaia lavora senza sosta, il termostato segna una temperatura confortevole, eppure una corrente d’aria gelida persiste, rovinando il tepore domestico. Spesso la colpa non è degli infissi o di un cattivo isolamento del tetto, ma di un dettaglio che ignoriamo completamente, nascosto in ogni stanza della nostra casa: le prese elettriche. Quello che ho scoperto passando semplicemente una mano vicino a una di esse, con una temperatura esterna di -5°C, ha cambiato la mia percezione del comfort e della spesa per il riscaldamento. Come può un oggetto così piccolo sabotare il nostro benessere termico e far lievitare la bolletta?
Il nemico invisibile del tuo comfort termico
Marco Bianchi, 45 anni, impiegato, da Torino, racconta: «Era frustrante. Il termostato segnava 21°C, ma in salotto avevamo sempre i piedi gelati. La bolletta del riscaldamento era diventata un incubo, non capivamo dove sbagliavamo». La sua esperienza riflette quella di migliaia di italiani che lottano contro un nemico subdolo: le micro-dispersioni d’aria che vanificano l’efficienza del sistema di riscaldamento.
Un test semplice che rivela tutto
Non serve una costosa termocamera per diagnosticare il problema. Il nostro corpo è lo strumento più sensibile che abbiamo. In una giornata fredda, specialmente quando il vento sferza le pareti esterne della casa, provate a passare il dorso della mano lentamente vicino alle prese elettriche situate su quei muri. La sensazione è inconfondibile e immediata: un filo d’aria gelida, un vero e proprio spiffero che soffia costantemente dentro casa. Questo flusso continuo immette aria esterna, a volte sotto zero, direttamente nel vostro ambiente riscaldato, costringendo il vostro impianto di riscaldamento a un lavoro extra e inutile.
La stratificazione dell’aria: piedi gelati e testa calda
Questo fenomeno crea un paradosso fisico all’interno delle stanze. L’aria calda generata dal riscaldamento, essendo più leggera, sale naturalmente verso il soffitto. Contemporaneamente, l’aria fredda che entra dalle prese, più densa e pesante, si deposita sul pavimento. Il risultato è un disagio fisiologico notevole: si può avere caldo al viso e sentire i piedi congelati. Questa differenza di temperatura tra la parte alta e bassa del corpo è la principale nemica del benessere invernale. L’istinto ci porta ad alzare ancora di più il termostato, ma questo non fa che peggiorare la situazione, aumentando i consumi e la spesa in bolletta senza risolvere la radice del problema: le falle nel nostro scudo contro il gelo.
Perché una presa elettrica diventa un portale per il gelo?
Per capire come una semplice presa possa trasformarsi in un punto debole per il nostro riscaldamento, dobbiamo guardare cosa c’è dietro la placca di plastica. Le scatole da incasso che ospitano i moduli elettrici sono inserite direttamente nella muratura. Soprattutto negli edifici non recentissimi o in quelli dove le ristrutturazioni sono state eseguite rapidamente, lo spazio tra la scatola e il muro non è sigillato ermeticamente. Le canaline che portano i cavi elettrici, inoltre, possono agire come vere e proprie autostrade per l’aria fredda, che viaggia nell’intercapedine del muro per poi trovare sfogo attraverso le fessure delle prese. Questo rende inefficace una parte del lavoro del nostro sistema di riscaldamento.
Le normative sull’efficienza e le vecchie abitudini costruttive
Le più recenti normative europee e italiane in materia di efficienza energetica, come quelle che regolano il Superbonus e gli altri incentivi edilizi, pongono grande attenzione alla tenuta all’aria degli edifici (il cosiddetto “blower door test”). Tuttavia, per decenni, questo dettaglio è stato trascurato. Le case costruite prima degli anni 2000, e anche molte più recenti, soffrono di questo difetto congenito. L’attenzione era rivolta all’isolamento di tetto e pareti, ma non a questi piccoli, ma numerosi, punti di dispersione. Un buon impianto di riscaldamento non può esprimere il suo potenziale se la casa non è sigillata correttamente.
Soluzioni pratiche ed economiche per sigillare le falle
La buona notizia è che non servono interventi costosi o invasivi per risolvere il problema e migliorare drasticamente l’efficacia del riscaldamento domestico. Con pochi euro e un po’ di manualità, è possibile trasformare la propria casa in un ambiente più confortevole e ridurre i costi energetici. Prima di tutto, è fondamentale operare in totale sicurezza: staccate sempre la corrente generale dal contatore prima di maneggiare qualsiasi componente elettrico.
Il primo passo: l’ispezione e la pulizia
Una volta tolta la corrente, smontate le placche delle prese sui muri perimetrali. Spesso basta svitare una o due viti. Osservate lo spazio tra la scatola da incasso e il muro. È probabile che vediate delle fessure. Pulite accuratamente l’area dalla polvere per garantire una buona adesione dei materiali sigillanti. Questo semplice gesto è il preludio per un riscaldamento più efficiente.
La soluzione rapida: i copripresa isolanti
In commercio esistono delle speciali membrane o guarnizioni in schiuma sottile, pre-tagliate per adattarsi dietro la placca della presa. Si installano in pochi secondi e creano una prima barriera contro gli spifferi. Sono una soluzione economica e non permanente, ideale per chi è in affitto o cerca un rimedio immediato per ottimizzare il proprio riscaldamento.
L’intervento definitivo: sigillare dall’interno
Per una soluzione a lungo termine, si può utilizzare del sigillante acrilico o della schiuma poliuretanica a bassa espansione. Applicate un cordone sottile di sigillante nella fessura tra la scatola e il muro. Per le fessure più grandi, la schiuma è più indicata, ma va usata con cautela per non spingere sulla scatola. Una volta che il materiale è asciutto, si può rimontare la placca. Questo intervento blocca il flusso d’aria alla fonte, potenziando il cuore caldo della casa.
| Soluzione | Costo Stimato | Difficoltà | Efficacia |
|---|---|---|---|
| Copripresa isolanti in schiuma | € 5 – € 15 (kit per più prese) | Molto Bassa | Media |
| Sigillante acrilico | € 3 – € 7 (un tubo) | Bassa | Alta |
| Schiuma poliuretanica a bassa espansione | € 8 – € 15 (una bomboletta) | Media | Molto Alta |
Un piccolo gesto per un grande cambiamento nel tuo riscaldamento
Sigillare le prese elettriche può sembrare un dettaglio insignificante, ma l’impatto cumulativo su una casa intera è sorprendente. Riducendo le infiltrazioni di aria fredda, si elimina la sgradevole sensazione di spiffero, si migliora l’omogeneità della temperatura e si permette al sistema di riscaldamento di lavorare in modo più efficiente. Questo non solo si traduce in un comfort abitativo superiore, ma anche in un risparmio tangibile sulla bolletta del gas o dell’elettricità. È una vittoria su due fronti: più benessere e meno spese. La battaglia contro il gelo si vince curando i dettagli e ottimizzando il proprio riscaldamento.
In sintesi, la caccia agli spifferi non si ferma a porte e finestre. La vera efficienza del vostro riscaldamento si gioca nei dettagli più impensabili. Controllare le prese è un’azione semplice, quasi a costo zero, che restituisce il controllo sul proprio comfort e sul proprio portafoglio. È un passo concreto per trasformare la propria abitazione in un nido veramente accogliente e protetto, dove il calore generato rimane all’interno, avvolgendovi durante i mesi più freddi.
È davvero così comune questo problema di spifferi dalle prese?
Sì, è estremamente comune, soprattutto negli edifici costruiti prima del 2010, quando l’attenzione alla tenuta all’aria non era una priorità costruttiva. Anche in case più recenti, una posa non a regola d’arte delle scatole elettriche può causare il problema. La maggior parte delle persone non se ne accorge finché non effettua un test mirato, ma l’impatto sul riscaldamento è costante.
Sigillare le prese può creare problemi di umidità o muffa?
No, al contrario. Bloccando l’ingresso di aria fredda e umida dall’esterno, si riduce il rischio di condensa superficiale sui muri freddi vicino alle prese, uno dei fattori che possono contribuire alla formazione di muffa. L’intervento migliora la salubrità dell’ambiente, a patto di garantire una corretta ventilazione generale degli ambienti per smaltire l’umidità prodotta internamente.
Questo intervento migliora la classe energetica della mia casa?
Sebbene sigillare le prese da solo non sia sufficiente a far scattare un cambio di classe energetica in un Attestato di Prestazione Energetica (APE), contribuisce in modo significativo a migliorare le performance complessive dell’involucro edilizio. È considerato uno degli interventi a basso costo e alta resa che, sommati ad altri (come l’isolamento dei cassonetti delle tapparelle), riducono il fabbisogno energetico dell’edificio e l’efficienza del riscaldamento.








